
Ign UK, ha pubblicato di recente questa intervista, curata da Eric Goldman, effettuata a Carlton Cuse proprio durante la sua partecipazione allo sciopero che si sta svolgendo davanti agli studios dell’ABC/Disney, in questi giorni.
Vi abbiamo accennato che grazie allo sciopero in atto, la quarta stagione di Lost potrebbe consistere solo in 8 episodi, dei 16 preventivati. Ma esiste la possibilità di tenere la serie bloccata e mandarla in onda nella sua completezza nella stagione 2008/2009. Se lo sciopero proseguirà e nessun altro episodio sarà prodotto per questa stagione, i produttori esecutivi di Lost, Carlton Cuse e Damon Lindelof pensano che quest’ultima sia la soluzione migliore.
Ho parlato con Cuse, che era davanti agli studios della Disney insieme ad altri famosissimi produttori televisivi, impegnati anche loro nello sciopero. Quando gli ho chiesto se l’ABC avesse intenzione di mandare in onda solo i primi 8 episodi, già pronti, mi ha risposto: ”Ancora non lo sò. Credo dipenda da quanto si protrarrà lo sciopero“. Ma alla possibilità di vedere in onda solo la prima parte della stagione, senza avere pronti il restante degli episodi, dice fermamente ”No. Preferiremmo a questo punto aspettare. Sarebbe come leggere un romanzo a metà“.
Lost la scorsa stagione trasmise 6 episodi per poi effettuare una breve pausa, e ciò non fu gradito affatto dai fans, e Cuse crede che anche questa volta potrebbe essere la mossa sbagliata da fare.
Cuse torna poi sui motivi dello sciopero, parlando delle nuove frontiere mediatiche ormai superate e del fatto che ormai Internet sia la nuova tv e di come sia diventato il mezzo principale per la distribuzione di nuovi film o show.
Tornando a Lost, Cuse afferma: “Lost è un grande esempio di come i media siano cambiati. E’ uno show assolutamente da inserire in una top ten, ma in televisione non vengono trasmesse repliche. Non ci sono network che mandano in onda le repliche. La gente lo guarda tramite DVD, lo guardano attraverso il sito dell’ABC.com, o lo scaricano da iTunes. E in nessun modo, noi ne ricaviamo qualcosa”.
Piccola osservazione… nel cartello Cuse ha scritto, con chiaro intento provocatorio, “Volete sapere cosa sia l’Isola?”…davvero un’ottima scelta per costringere qualcuno alla resa!
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