Pubblicato da: angelina | 26 maggio, 2010

Analisi dell’episodio – 617 et 618 “The End”

Diciassettesimo e diciottesimo episodio della Sesta Stagione, e il finale della serie.

È arrivata “la fine” e io sono stata continuamente in sospeso tra il desiderio che non finisse mai, e la voglia di conoscere fino in fondo la trama. Stregato…questa è la parola giusta: Lost mi ha stregato fin dal primo episodio! l’ho tanto amato e ancora non voglio credere che sia finito.

Una delle tante cose belle di questa serie televisiva è sicuramente quella di non dare le risposte, non mi riferisco alle questioni filosofiche destinate a restare irrisolte, mi riferisco al fatto che anche per quanto riguarda la fine di Lost, gli autori hanno lasciato un finale aperto che ognuno potrà elaborare in modo da soddisfare il proprio immaginario.

Tutto il meccanismo narrativo della parte finale di Lost è concepito in uno “spazio” filmico dove agiscono i vivi come i morti e le presenze reali e irreali hanno la stessa consistenza e non sono distinguibili le une dalle altre, facendoci confondere il sogno con la realtà.

Volo Oceanic 815
Ritengo che lo schianto sull’isola sia stato l’inizio di un percorso reale per il quale gli “Oceanic” erano stati predestinati (destino, la tela di Jacob) e loro hanno camminato insieme superando tanti ostacoli e facendo le loro scelte in modo razionale o compiendo atti di fede ma sempre attraverso un percorso che ognuno si è costruito liberamente.

I sei della Oceanic non avrebbero dovuto mai lasciare l’isola e sono tornati perché così doveva essere.

Seconda Vita
L’isola per i sopravvissuti del volo 815 ha rappresentato il luogo della “seconda vita” il luogo dove sono stati messi alla prova e in cui era possibile redimersi. La disputa fra la scienza e la fede ha messo in evidenza che anche se l’approccio delle persone nei confronti del mistero della vita è diverso, tutti cercano di trovare la “Luce” quella indispensabile per dare un senso all’esistenza.

Noi dobbiamo andare…bisogna tornare a casa.
Hanno riscritto la storia, la realtà parallela è nata dal desiderio di tutti i Losties, che sono tutti morti, qualcuno prima qualcuno dopo. Lo dice Christian a suo figlio Jack quando lo aiuta ad accettare questa sua condizione.

Questo è un posto che avete creato tutti voi per potervi ritrovare, nessuno ce la fa da solo Jack hai avuto bisogno di tutti loro e loro hanno avuto bisogno di te

Altrove
Nella realtà parallela, i Losties sono pacificati, hanno realizzato la vita che avrebbero voluto avere e poi arriva Desmond. Con il suo aiuto tutti i personaggi, in una catena di incontri e coincidenze lentamente “ricordano” la vita passata sull’isola: Sawyer ritrova Juliet, Sayid ritrova Shannon e Daniel incontra Charlotte.

Vita e Morte
Kate e Charlie sono vicino a Claire quando il miracolo della vita si compie e il piccolo Aaron viene al mondo, mentre in ospedale Locke che oramai ha “capito” che devono lasciarsi andare dice a Jack che lui non ha mai avuto un figlio.

Jack è in grande difficoltà… ha gli occhi pieni di lacrime ma non vuole assolutamente capire poi quando arriva al concerto ormai è tutto finito Kate che è rimasta sola gli va incontro e gli dice :
mi sei mancato così tanto” e con una carezza gli sfiora il viso. Jack inizia a ricordare i momenti passati con lei sull’isola… ma ancora non vuole accettare e Kate con grande dolcezza lo persuade: “dobbiamo andare” e lui finalmente si convince a compiere l’ultimo passo.

Più i ricordi tornano a galla, più le due realtà si avvicinano…più l’isola è scossa dal terremoto, nessuno vorrebbe andarsene, ma ormai devono farlo, sono gli ultimi momenti di paura …
Jack contro F-Locke è ferito e stà per soccombre ma Kate spara e F-Locke muore, intanto la scogliera sprofonda nell’Oceano e la Luce si spegne mentre l’isola trema.

Anche noi ormai abbiamo capito che dobbiamo lasciarli andare, dobbiamo lasciare che vadano via. Dobbiamo deciderci a dire addio a tutti anche a Jack che prima di morire rivede la Luce e l’acqua limpida purificatrice che ricomincia a scorrere.
Jack torna a morire là nel canneto proprio dove tutto è cominciato mentre un meraviglioso cucciolo di retriver si sdraia accanto a lui che ha il viso rivolto verso il cielo, intanto il volo Ajira 316 decolla lascia l’isola e qualcuno torna a casa.

Jack muore sognando di avere salvato le persone che più amava: Claire, Kate e Sawyer e quando chiude gli occhi non è più solo ma circondato da tutti quelli che hanno fatto parte del periodo più importante della sua vita e sorride, è sereno anche lui sta tornando a casa.

L’isola è in luogo senza un dove e senza un quando
Ben chiede scusa a Locke gli confessa di essere sempre stato geloso di lui perchè era una persona speciale ma non entra in chiesa, lui non è pronto per andare“oltre”
Lui e Hurley insieme continueranno a proteggere l’isola in un storia che è destinata a ripetersi senza fine.

Lost ha cambiato il modo di fare televisione, inutile insistere a pensare alle tecniche usate prima perchè Lost è arrivato e le cose non sono più le stesse è per quello che ha “funzionato”
Lost è riuscito a dare al “tempo” un significato diverso e l’ultimo episodio finisce conservando intatto in tutta la storia il suo alone di mistero e se ne và lasciandoci un messaggio bellissimo.
Possiamo sognare che c’è un’altra vita oltre a quella che viviamo ora perchè nel posto dove andremo troveremo tutti quelli che ci amano e cha abbiamo amato e quindi, niente lacrime, stiamo parlando di un lieto fine.

Riferimenti culturali
Film: Star Wars eYoda

Libri: “Everything That Rises Must Converge” di Flannery O’Connor lo legge Jacob nell’episodio 5×16

TEMPO
Kairos è una parola che nell’antica Grecia significa “momento giusto o opportuno” Gli antichi greci avevano due parole per il tempo, kronos e kairos. Mentre la prima si riferisce al tempo logico e sequenziale la seconda significa “un tempo nel mezzo”, un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale “qualcosa” di speciale accade.

Lost come un Poema Moderno
Nei poemi si affronta Il mito del viaggio che offre uno dei nuclei più profondi attorno ai quali la cultura occidentale ha narrato il senso della vita e la ricerca dell’immortalità proprio come Gilgamesh (citato ep.2×08)


Responses

  1. Confrontandomi con tre persone ho già altre tre interpretazioni del finale e, quindi, di tutta la serie. Tutte possibili, del resto. Ora, onestamente, con calma io credo che quell’isola misteriosa – da qualche parte – sia esistita davvero per Jack e tutti gli altri. Lì hanno avuto una opportunità: unirsi, vivere insieme sentimentimportanti che poi – in un tempo che non esiste, in un luogo che non esiste, cosa è del resto questa ALT reality se non un luogo non luogo in un tempo non tempo? – hanno condiviso orizzontinfiniti. Puntata emozionante, Sawyer (chiaro) e Juliet il momento più emozionante. Dato che sono un sognatore e che spero che la mia cara nonna che mi ha dato il nick sia avvolta nella luce, confido nel messaggio che ho ricevuto. L’amore, l’amicizia, la compassione uniscono e trascendono. Evviva lost, per fortuna è finito lost

  2. Come ho scritto nel commento, penso che lost sia stato magico fino alla fine. Anche su come si sia risolta la storia immagino si possa discutere.
    Certo mario ci hanno lasciato un bellissimo messaggio, alla fine erano tutti nella luce e finalmente sereni.
    Per quanto riguarda la realtà parallela sugarPop aveva visto giusto, la storia era stata riscritta
    (in modo collettivo) dai Losties qualcuno è morto prima qualcuno dopo ma quello che noi vedevamo era una proiezione post mortem, creata dai loro per ritrovarsi.
    Quando ritrovano la memoria, Sun e Jin lo dicono chiaramente..l’isola comincia a tremare.
    Più loro ricordano e più che è rimasto sull’isola è in pericolo…e la fine poi quando anche Jack accetta la verità…finalmente li vediamo tutti in pace e noi tutti in una valle di lacrime!

  3. scusate,
    ma perchè in chiesa aaron è piccolo, quando in realtà era diventato grande cresciuto con kate fuori dall’isola. Allora anche la vita fuori degli oceanic6 è una proiezione? o aaron è morto sull’isola?

    • lore,
      la Los Angeles dei flash-sideways è un luogo che i Losties hanno creato dove si ritrovano tutti prima di passare a una “nuova vita”
      Come avrai letto io dico che il finale è apero ognuno se lo può risolvere nel modo che gli sembra più logico…ovviamente io ti espongo la mia lettura.
      L’Isola c’è stata, nella vita reale dei protagonisti, è stato Un luogo di crescita, di redenzione, poi però sono morti ma non tuti insieme e si sono ritrovati nella realtà parallela
      Tramite una serie di dejà-vù, tutti i protagonisti prima o poi “ricordano” e più si avvicinano alla realtà dell’isola più accettano di dovere lasciare andare…e tornano a casa…ma li vediamo finalmente sereni.
      Aaron non è morto non era sull’isola e se davvero il volo Ajira riparte Kate torna a casa e si occuperà di lui.

      • Salve, francamente non ho capito il finale.
        Se Kate è viva e si occuperà di Aaron tornando con il volo che si vede nel finale.. perche Kate è anche in Chiesa pronta a passare oltre?
        E poi.. Desmond, Juliet, Ben non erano nel volo ma erano rispettivamente ..gia sull’isola a schiacciare il bottone dela base Darmha e tra gli “altri” nel villaggio. Quindi non sono morti nel volo o no? E se non sono morti che ci facevano li nella chiesa?

        Non si capisce davvero come sia finita, cosa sia successo e quale sia la conclusione. Peccato.

    • Mi sono data questa spiegazione: Aaron non è davvero lì in chiesa, o forse sì, lo è perché sono tutti morti, chi prima chi poi. Dato che quel luogo è fuori dal tempo, ognuno vede le persone care come se le ricorda. Claire forse è morta prima di arrivare a Los Angeles schiantandosi con l’Ajira e nell’afterlife si immagina Aaron come lo vedeva, piccolino, anche se potrebbe essere morto molto tempo dopo di lei.
      Sawyer mi auguro che sia morto ottantenne, ma in ogni caso è come Juliet e Jack e gli altri se lo ricordano. Alcuni sono solo proiezioni, altri sono davvero lì, e sono questi a passare oltre dopo aver raggiunto la consapevolezza.

      • infatti aaron non è li…sono in un luogo senza tempo ma sono insieme, si sono ritrovati con le persone che amavano di più.
        E’ bello però che in quel momento vivano la gioia di una nascita.
        Sono sempre più vicini al momento della consapevolezza.
        Aaron era stato riportato a Los Angeles è vivo sempre che la mia interpretazione sia corretta.
        Mi piace pensare che sarà cresciuto da Kate e Sawyer.

        Grazie Namaskey è bello leggerti.

      • Un modo per capire le cose, secondo me molto intuitivo, è il seguente: basta immaginare che la storia da noi tutti chiamata “alt-reality” durante la 6a serie, avvenga, che so, cinquecento, mille anni dopo la vicenda dell’isola. Ci hanno abituati a flashback e flashforward, e quello che pensavamo fosse un “flashsideway” altro non era che un flashforward molto al di là nel tempo – questa la genialità degli autori!). Insomma, non importa dove, quando e come sono morti – chi sull’isola, chi a casa, chi prima o chi dopo, hanno vissuto le loro vite fino in fondo, e DOPO, solo DOPO la morte di tutti (da qui il mio esempio di cinquecento, mille anni dopo, ma non importa quanto – “there’s no NOW, here”) si sono aspettati, riconosciuti e ritrovati per procedere insieme verso la “meta finale” (e qui dipende dalla fede di ognuno di noi dire cosa sia = il paradiso? la vita eterna?). GENIALE E BELLISSIMO.

  4. Bellissimo intervento, Angelina! Come sempre ricco di sensibilità e calore.
    Sono ancora emozionata, sono stata per due giorni con il magone e le lacrime agli occhi non solo perché Lost è finito, ma perché è finito così.
    Pensavamo alla realtà parallela come a qualcosa di concreto per i Losties, invece era la loro alterlife. Ma è stato meraviglioso, non potevo sperare di meglio! Temevo un finale all’americana, con tante botte, sangue, fiamme e Jack che risolve tutto da solo, invece ognuno dei Losties ha avuto il suo ruolo determinante nella storia, perfino “l’inutile” Kate.
    Sull’isola si è compiuto il loro percorso di redenzione e la luce nella grotta è un chiaro riferimento alla luce verso la quale andranno/andremo tutti dopo la vita: un ricongiungimento a quella forza da cui proveniamo. Chi vuole la chiama Dio, per altri è l’energia del Cosmo, per altri ancora l’eternità.

    Di fronte a un finale come questo, le solite domande sui particolari diventano piccole piccole. Fra un po’ potrò anche ricominciare a farmele, ma ora non riesco.
    Mario ha ragione, chi ha perso da poco una persona cara ha capito e sentito questo finale più di tutti gli altri. E io sono fra questi.

  5. Come sai non ho amato la sesta serie di Lost e questo finale mi ha lasciato perplesso.

    Hai il potere di rendere migliore ogni cosa.

    Lost è stato incredibile solo perchè mi ha concesso l’onore di leggerti.

    Un vero privilegio.

    grazie!

    • grazie shraa, sei molto gentile. Abbiamo avuto il privilegio di inziare insieme questa bella aventura e di arrivare insieme passo dopo passo a scrivere la parola “fine.”
      Io so che anche se con momenti altalenanti tu hai amato questa serie televisiva.
      Forse l’errore che a volte un pò tutti abbiamo commesso è stato quello di arrovellacri troppo cercando di spiegarci tutto, mentre avremmo dovuto goderci di più la storia.

      Lost le risposte le ha date…forse non quelle che ci aspettavamo e a volte per apprezzarlo meglio, avremmo soltanto dovuto provare a cambiare un pò i nostri punti di vista.
      Quando hai tempo e voglia rileggiti il commento di “AB Aeternum” e di “madre”
      sono stati due episodi “chiave” vedrai che li apprezzerai.
      Comunnque grazie tanto tanto di essere passato a salutare….ciao a presto.
      E’ stato bello non solo parlare di lost ma anche conoscerci.

  6. complimenti per il blog, una domanda, quando Jack va a morire nel canneto quella scarpa da ginnastica che appare è li per caso?

  7. La scarpa è quella famosa che si vede nel pilot.. e che probabilmente appartiene a Christian.
    Ovviamente è consunta.. e non più splendente e candida come nel pilot.
    E questa è la prova ulteriore che Jack e tutti gli altri ci sono stati sull’isola ed hanno passato qualche anno lineare.

    Io ho pianto tanto, anche perché ho pensato tanto a noi del forum e ad Antonio.. e la fine è azzeccatissima.. quasi mistica..
    Ho immaginato lui che “ha lasciato andare” prima di tutti.. e che quindi ci ha preceduto come sempre.

    La fine mi ha sconcertato, ho dovuto mettere i tasselli a posto e leggendo Angelina ed altri appassionati mi sono tranquillizzata, perché ho “capito”.
    Appena possibile sul mio blog metto i riferimenti a questi commenti che mi hanno illuminato.
    Nel frattempo ci sono gli easter eggs della puntata che finirò di tradurre e raccogliere a breve.

    Per ora io sono contenta ed in pace.. Lost è stata un’esperienza indimenticcabile.. non credo ci sarà nient’altro al pari suo.
    Le risposte?
    Io sinceramente le ho avute.. e per ora non mi sovvengono domande rimaste irrisolte.
    Se ci riesco (e se ho tempo) cerco di stilare un bell’elenco con le relative risposte.. chissà..
    Lost non finisce qui: ora lo rivedrò TUTTO con altri occhi.. e sempre più con il cuore.
    Grazie a JJ Abrams Lindelof e Cuse per avermi fatto sognare questi 6 anni.

    • Haylda il lavoro che fai con la traduzione e la raccolta degli easter eggs è molto interessante, aspetiamo allora di vedere presto un tuo articolo.
      Anche a me sembra che le risposte siano state date e sono assolutamente soddisfatta..
      Come già mi hai scritto una volta ormai il tempo per i prodotti televisivi andrà contrassegnato con la scritta:
      Avanti Lost A.L.
      Dopo Lost D.L.
      è indubbio che abbia cambiato modo di fare televisione e ci ha fatto talmente sognare che non riesco proprio a decidermi a scrivere la parola “Fine”.

      Per quanto riguarda Antonio…è stato impossibile non pensare a lui è quasi come se anche lui volesse farci sapere di non piangere…

  8. Antonio/Jacob/Jack/Hurley… la nostra guida… ci ritroveremo tutti li in un posto che abbiamo creato noi…

    • Si francesca è proprio così….

      “Ci incontreremo ancora,
      non so dove, non so quando
      Ma so che ci incontreremo ancora in un giorno di sole ”

      We’ll meet again,
      don’t know where, don’t know when,
      But I know we’ll meet again, some sunny day

      Sono pe parole di una canzone e spero siano vere…io ci conto
      “ci incontreremo ancora”

  9. Anche io mi sento abbastanza soddisfatto di come sia finito; se ci sono cose che non vanno è bene lasciarle da parte e lasciarsi trasportare e immedesimarsi senza dare troppo adito alle ragioni della ragione, ma ascoltando semmai le ragioni del sentimento.

    • Lost ci ha intrattenuto parlando d’amore, di spionaggio di intrgihi internazionali di tante cose, mettendo in atto una scelta narrativa che sicuramente può avere soddisfatto un pò tutti.

      L’idea di collocare l’isola in un tempo che è un “illo tempore” è stato l’espediente che ha permesso di inserire in tutta la storia, dalle età più lontane il mondo del presente e quello del futuro sottolineando che esiste un tempo circolare dove tutto si ripete dove il futuro ricalca le orme del passato.

      In tutto questo c’è il viaggio dell’uomo, di ogni singolo uomo..che vive una sola volta e cerca di dare un senso a questo suo passaggio in questo mondo.

      Si è trattato di un’opera che ha affrontato diverse teorie o dottrine filosofiche sempre in contrapposizione e ci ha fatto riflettere ricorrendo all’utilizzo di metafore che sono certamente più da interpretare che da spiegare, quello che conta è che arrivi il messaggio.

      Insomma che Lost parlasse di noi lo abbiamo sempre detto..che lo abbia fatto attraverso personaggi che abbiamo amato perchè potevamo ritrovarci in loro, anche questo lo abbiamo sempre detto.
      Personalmente sono soddisfatta sia dal punto di vista della ragione che dal sentimento…Continuo a pensare che non sarà facile rivivere una storia bella come quella di Lost.

      ciao logos

      • Beh angelina, io mi riferivo specificatamente a questa puntata ( non volevo allargare il discorso all’intero Lost) che non può essere interpretata razionalmente e ogni tentativo di farlo fallirebbe; ci vogliono occhi fideistici forse?

  10. Certo logos questa puntata non può essere interpretata razionalmente, non ci sono dubbi.

  11. Oggi ho ripensato agli ultimi giorni e alle reazioni dei fan all’episodio conclusivo.
    Quello che mi ha colpito, leggendo certi commenti (non qui ma in giro per il web) è che in Lost c’è un forte simbolismo, ma non sempre è stato compreso. Molte persone hanno cercato di interpretare le vicende di Lost in maniera razionale, scientifica, logica, dimenticando che forse era il mito, la fiaba quello da cercare. Parliamo ovviamente di una fiaba contemporanea, dove la scienza riveste un ruolo a volte fantastico, a volte metaforico. “The end” forse va letto così.
    Ciò che accade in particolare nel finale sull’isola è la lotta dell’uomo per mantenere il senso e il significato della propria vita, anche a costo di morire, perché vivere senza la luce della spiritualità non è vivere degnamente. Non si tratta solo di bene contro male.
    Nell’afterlife, che è solamente spirituale, le persone diventano consapevoli che è necessario fare un passo in più, ricongiungersi alla luce e distaccarsi per sempre dai legami creati. Essere liberi di vagare nell’universo, ritornare all’energia primordiale che ci ha generato, conoscere il bene, unirsi a Dio…ciascuno di noi può definire l’ultima esperienza come preferisce, secondo la sua fede, dato che anche l’ateismo può essere considerato in parte una fede.
    Allora cosa c’entra la scienza? Col finale di Lost, molto poco direi! La scienza non ci ha ancora dato una risposta per quello che riguarda il post-mortem. Con tutto il resto degli episodi invece c’entra; a patto di mantenere una visione equilibrata, serena, non quella di Daniel Faraday per intenderci. Il nostro giusto desiderio di conoscere e di dominare il mondo ha sempre dei limiti, di fronte ai quali dobbiamo arrestarci umilmente. Ma questo è un messaggio eterno, ci è stato tramandato anche dai grandi narratori dell’antichità come Omero (che certamente non era cristiano). Grandissimo LOST, unico e speciale fra tutti. Voi cosa ne pensate?

  12. Sono d’accordo con Namaskey. La scienza in Lost c’entra poco o nulla. Lost va letto con categorie simbolico-religiose.
    Lost è un telefilm senz’altro godibile ma come prodotto artistico è abbastanza debole. Che ne è per esempio il ruolo della menzogna che sembrava essere un elemento interessante nello sviluppo della storia?
    L’analisi di Angelina sulla Luce è molto carente perché questo elemento non rappresenta soltanto il senso individuale dell’esistenza (anche se Dio per molti lo è). C’è una pretesa maggiore degli autori di Lost simile a quella del Signore degli Anelli. Soltanto che il Signore degli Anelli lo ha scritto Tolkien, il cui spessore culturale rispetto agli autori di Lost è imparagonabile. E si vede.
    Il fatto che certe cose non tornino non è poi dovuto ad una volontà di mantenere il mistero. E’ che si sono persi dovendo allungare il brodo.
    La religione mi sembra una chiave di lettura fondamentale perché alla fine si ritrovano in una chiesa. Il problema della scissione del tempo secondo me rinvia a questa dimensione simbolico-religiosa.

    • Ho parlato di simboli, mito, fiaba, spiritualità e anche scienza, per quanto ci possa entrare in una serie TV, poi la religione spetta a ognuno di noi inserirla se crede o meno. Non sarei così assolutistica nel dare una lettura solo religiosa al finale.
      In merito al tuo giudizio artistico, non farei un paragone tra un romanzo/film poderoso come “Il signore degli anelli” e una serie televisiva che è durata sei anni…il confronto andrebbe fatto con prodotti della stessa categoria, non credi?

      • La religione non nasce col cristianesimo, Namaskey. Quindi quando parlo di simbolico-religioso mi riferisco ad una lettura che rinvia ad una lettura di ampia portata. L’accostamento con Tolkien si può fare perché la pretesa degli autori di Lost è alta. Questa pretesa deve essere rivisitata criticamente al livello dei temi che la narrazione evoca. Vuole parlare dell’avventura dell’uomo, addirittura arrivando al mito della fondazione? Allora devi accettare il rasoio dalla critica. Lost ha degli spunti interessanti ma rispetto alla pretesa degli autori è appena appena sufficiente

    • Ho sempre paragonato Lost a un poema moderno che pertanto ha privilegiato sicuramente l’aspetto filosofico e religioso, veicolando i messaggi ricorrendo alle metafore e alla suggestione delle immagini. (da interpretare )
      Significativo è il fumo nero che giudica le persone. Ben che scende nei sotterranei a parlare con sua figlia Alex dopo che lei è morta, è un chiaro riferimento all’inferno di Dante (è pretenzioso ma io lo’ho visto così)
      Tutti i protagonisti hanno subito la legge del contrappasso (qualcuno ha parlato di Karma) insomma tanti sono stati i suggerimenti e di diversa natura ma tutti tesi e comunicare lo stesso significato.

      I Losties hanno tentato di cambiare il loro destino, li abbiamo amati tanto forse perché è una cosa che sicuramente abbiamo desiderato fare anche noi almeno una volta nella vita.

      Per quanto riguarda la scienza tutto lost ne è pieno, visto che parla di “noi” non può fare diversamente, perché il sapere è potere e da quando gli uomini hanno cominciato a studiare le stelle e le costellazioni..il mondo si è diviso in due. (scienza contro fede come jacob contro dharma)

      La Luce infatti può essere l’energia elettromagnetica, così come la ruota può essere simbolo del progresso. Questi due simboli possono essere letti anche diversamente.
      La Luce può essere vista come la ricerca del senso della vita (la ricerca del divino) la ruota come il simbolo del destino e dell’eterno ritorno.

      Quindi secondo me n Lost scienza e fede vanno a braccetto, quanto mi riguarda io non sono delusa da Lost ma questo (come tutto quello che ho scritto in precedenza) è certamente opinabile.
      Io espongo la mia chiave di lettura e la mia opinione non è quella di un esperto di critica cinematografica, sono soltanto una fan di Lost.

      I riferimenti alla religione (non al cristianesimo) A ME SEONO SEMBRATI molto ben spiegati mell’episodio “Across the Sea” ma evidentemente non è così.

      • Angelina, mi spiego meglio; volevo dire che per me in Lost è stata sempre forte e dominante una tematica, quella del rapporto fra la fede e la scienza. Per fede non intenderei solo il credo religioso, ma comunque la fiducia in un’ideale superiore, la spiritualità. Nell’episodio Across the sea (che per me doveva chiamarsi Ab aeterno…)si è capito molto bene: in fondo Madre non è la classica rappresentante di una religione, ma si comporta come se lo fosse. La sua fede è la Luce. Quella di John Locke è l’isola (o forse, la Luce anche per lui). E’ una visione simbolica, però: questa Luce potrebbe essere vista come la presenza di Dio se siamo credenti, oppure come la luce dello spirito se siamo laici, e ancora come la forza naturale che domina il mondo e di cui siamo tutti un po’ costituiti. Dico questo perché l’ho interpretata io così, ma il bello di Lost è questo!
        La scienza in Lost deve sempre fare i conti con la fede, ma il messaggio che trovo io è che l’uomo è una sintesi di fede, ragione e sentimento, nessuna di queste cose deve prevalere. A Jack mancava un po’ di fede, a John Locke forse un po’ di ragione, sull’isola si sono contrastati e poi combattuti a lungo per arrivare infine a comprenderlo…non è un caso se MIB ha assunto proprio l’aspetto di John Locke. Andando avanti con questa lettura simbolica di Lost scopro tante cose interessanti.

  13. Se scrivi su un blog paragonando Lost ad un poema fai un parallelo letterario. Mettere a confronto Lost con la Divina Commedia o con l’Eneide non è lo stesso che metterlo a confronto con una qualsiasi altra serie tv. Già con questa operazione dimostri di porre Lost su un piano artistico. E’ esattamente ciò di cui credo si debba parlare perché c’è una pretesa negli autori di Lost di questo tipo.
    Il punto è : qual’è il valore di questa opera? Mettiamola così. In base a tutti gli ingredienti che hanno voluto mettere insieme cosa ne è uscito? Una minestra riscaldata? Un minestrone immangiabile?
    Personalmente credo che gli autori di Lost hanno voluto strafare. Se avessero voluto cucinare soltanto un buon piatto di spaghetti al pomodoro probabilmente avremmo avuto un miglior preparato. Ma hanno voluto riempire il piatto iniziale con troppa roba e non è detto che mettendo tante cose in pentola alla fine viene fuori un buon manicaretto.
    Qualcosa di buono c’è? Si ma non facciamo confronti blasfemi con la Divina Commedia o quant’altro. E’ interessante, accattivante, divertente Lost. Gli autori hanno una capacità di creare tensione e sanno cosa vuole certo pubblico soprattutto.

  14. Mi inseriso modestamente da assiduo lettore dei post di Angelina per ringraziare di cuore i suoi interventi, così qualificati e appassionati, e quelli dei commenti che sono sempre all’altezza.
    Non riesco a riprendermi dalla malinconia degli ultimi 10 min. del finale e porto sempre con me i sorrisi dei personaggi che abbiamo cosi tanto amato da considerare ormai dei vecchi carissimi amici…
    Concordo sulla interpretazione complessiva di Angelina, anche se ancora molte questioni restano sul tappeto.
    Penso che questa mirabile ed indimenticabile opera d’arte crescerà nel tempo ed ampliera i significati della sua interpretazione insieme con la crescita dei suoi estimatori che continueranno a dare i lori contributi.
    La sensazione finale tremenda e svelata negli ultimi 10′ ci ha sopraffatto, la consapevolezza che nel crash del volo Oceanic 815 non ci sono stati superstiti in questo mondo, non ha impedito però il piacere commosso di rivederli tutti insieme sorridenti avvolti nella Luce, l’ultima volta ….
    Grazie per quelo che in questi sei anni ci avete saputo donare.

  15. A proposito di misteri irrisolti…
    Non mi ritrovo con la storia di Aaron…
    Perchè il sensitivo aveva detto a Claire nella prima stagione che non avrebbe mai e poi mai per nessuna ragione dovuto abbandonare il bambino?
    Perchè avrebbe dovuto crescerlo lei influenzandola col suo bene?

    Alla fine sappiamo com’è andata, ma non è successo niente.

    Mi aspettavo che il bambino avesse un ruolo fondamentale nelle stagioni successive…

    Sapete darmi una spiegazione?

    • Il sensitivo aveva confessato a Mr.Eko di essere un falso indovino,un impostore.

      Gli autori inoltre hanno recentemente rivelato che Aaron non è un bambino “speciale”.

  16. … continuo ad essere del parere che del volo 815 non si è salvato nessuno, dunque neanche Aaron che era nel grembo della futura mamma..
    e che l’isola è un non luogo in un non tempo dove alcuni (non tutti) sono chiamati ad elaborare una revisione totale della propria esitenza terrena per raggiungere, ove si riesce, quel distacco necessario per poter “andare avanti” … move on …come dice Chirstian al figlio Jack (entrambi consapevoli, alla fine, della propria morte terrena)…
    Un saluto a tutti.
    Lost forever …..

    • ciao Mirko,
      Nel sito di Darkufo è apparso un lungo post nel quale uno degli sceneggiatori di Lost (o comunque uno che lavora per la Bad Robot ) ha spiegato finale di Lost.
      Per quanto riguarda quello che è successo ai Losties sull’isola dice :

      “Era tutto vero, tutto quello che è successo è che abbiamo visto per sei stagioni era vero;
      “il mondo dei sideways è dove le cose diventano veramente cool in termini di teologia e metafisica. Lost ci mostra come nella nostra vita siamo tutti collegati ad un certo numero di persone, anime gemelle (anche se non è la definizione esatta).
      Ci sono persone cui siamo collegati durante i momenti più importanti della nostra vita (che poi sono le parole di Christian), queste sono le persone che incontriamo da una vita all’altra“

      Sono morti ma non tutti insieme (e secondo me non con l’esplosione della bomba, ma questo è il mio punto di vista) e poi si sono ritrovati sul volo che atterra a Los Angeles, perchè quello è ciò che loro desideravano succedesse.

      Desmond li aiuta ad accettare l’idea che le cose non stanno così…e che devono lasciare questa via terrena.
      Qualcuno deve andarsene lasciando qui le persone che ama, io personalmente penso che Sawyier si sia salvato e anche Aaron secondo me non solo è nato ma è vivo e vegeto in quel di Los Angeles.

      Il finale di Lost ricorda molto altri film che parlano della “vita” dopo la morte e affronta il discorso della difficile accettazione… che in Lost si risolve in modo sereno.

      Ciao un saluto anche a te e poi si CERTO!!!!! Lost forever

  17. Cara Angelina, prima di tutto grazie per la tua risposta di cui mi sento onorato, poi i miei complimenti per le tue analisi sempre così precise attente e sopratutto appassionate, di chi insomma ha sempre amato Lost.
    Si ho anch’io letto il lungo post nel sito di Darkufo, ma permettimi di dubitare fortemente dell’autenticità della fonte… sedicente sceneggiatore di Lost!!! … non mi convince.
    Nella mia “elaborazione” di questa stupebda opera d’arte mi sono formato quel convincimento di cui ti ho detto e parlando con altri attenti osservatori ho trovato molti riscontri. Anch’io sono del parere che non sono morti con lo scoppio della bomba, ma tengo a precisare che la mia visione è questa:
    l’Isola è un non luogo in un non tempo dove alcuni, non tutti (possiamo parlare anche di elettti o candidati “selezionati” … da Jacob) sono chiamati ad affrontare un percorso di riappacificazione con il vissuto reale su questa terra, e dunque con il passato fatto di relazioni più o meno distorte che hanno portato alle situazioni rovinose del premorte…
    Durante questo percorso possono elaborare una realtà diversa frutto delle relazioni e delle problematiche passate, ora sanate, e dunque a quel punto possono distaccarsi definitivamente, e…lasciare andare … come dice Locke, le cose e i legami distorti che li legano alla vita terrena, per avviarsi verso la Luce… insieme In questa elaborazione collettiva di una altra realtà (alter life.. che culmina in una “chiesa?” multiculto) possono trovare soluzione i nostri irrisolti e noi possiamo immaginare anche figli che non ci sono, come Locke dice all’incredulo, ancora per pochi momenti, Jack : “tu non hai un figlio!” … ho molte altre coincidenze e/o spiegazioni che se vuoi posso ancora elencare e che fanno quadrare almeno gran parte del lavoro, anche se devo ammettere che forse alcuni svarioni e/o fuoripista gli autori li hanno presi… ma … molto giustificatamente…
    Sarò sempre a loro grato comunque per quello che ci hanno donato…
    Ti ringrazio di cuore per l’attenzione e ancora complimenti per il lavoro che saggiamente e da competente hai saputo svolgere.

    • La mia visione non è diversa dalla tua almeno non completamente.
      Io penso che i primi tre anni siano stati reali (e qui non ha capito se anche tu sei dello stesso parere)
      Quindi i Losties non sono morti nell’incidente aereo ma hanno anche lasciato l’isola e poi sono tornati perchè è così che dovevano andare le cose.

      I Losties sono morti dopo, non a causa dell’espolosione della bomba, ma in momenti diversi.

      Come aveva scritto SugarPop nella sua teoria, i Losties hanno “riscritto” la storia, quindi la “realtà alternativa” nasce dopo la loro morte. In quella realtà che non è di questo mondo si sono ritrovati tutti e si verificano degli eventi come loro li avrebbero desiderati.
      Poi però Desmond li aiuta ad accettare l’idea di essere morti e a “lasciarsi andare” nella luce..dove nessuno di noi sa cosa ci sarà..forse un’altra vita dove prima o poi ci ritroveremo tutti.

      Era questo che io intendevo dire, l’isola (mi piace molto quello che dici) è in un luogo senza un dove e senza un quando ed è magica…speciale! Sull’Isola riecheggia tutta la storia che ci ha preceduto, e tutto quello che avviene altro non è che il risultato della memoria collettiva e chi ci arriva ha la possibilità di trovare “se stesso” e questo è quello che io penso sia successo nei primi tre anni,che sono suppongo siano accaduti veramente.

      I Losties hanno affrontato il “mostro di fumo nero” e sono stati messi alla prova da Jacob e da Mib alla fine ognuno di loro ha compiuto un percorso diverso che però li ha portatati ad avere una diversa consapevolezza di sè e in modo diverso chi con l’amore per una donna chi per altre ragioni ma si sono “redenti”

      Alla fine io ho pianto e ho ricordato una bellissima canzone che si chiama
      “We’ll meet again”
      Don’t know where
      Don’t know when
      But I know we’ll meet again
      Some sunny day
      Keep smiling through
      Just like you always do….

      insomma un bel bessaggio malgrado la commozione ci lascia sperare
      ^^

      Grazie anche a te per il piacevolissimo scambio di opinioni.

  18. E’ molto stimolante e piacevole trovare questi profili comuni nelle nostre soggettive visioni del complesso di questa opera cara Angelina. Mi auguro di poter mantenere vivo questo scambio di opinioni anche in futuro.
    Anche io ho pianto alla fine, in quegli ultimi 4’ e 32” … quando Jack apre la porta e si ritrova insieme ai suoi compagni di viaggio …nella chiesa, sento che anche se dovessi rivedere quella scena fra mille anni, proverò lo stesso brivido nel cuore e le stesse farfalle nello stomaco di adesso.
    E trovo bellissimi e molto appropriati i versi di quella canzone, … ma ti prego di dirmi il titolo e l’interprete perché voglio ascoltarla anche io.. e mi fai venire in mente questi altri versi:
    … “Then.. tomorrow was another day
    The morning found me miles away
    With still a million things to say “…
    Ho pensato a lungo alle immagini che hai proposto, ma devo rifletterci ancora, intanto mi preme provare a spiegare meglio la mia visione d’insieme, se hai piacere di condividere:

    dunque, come ho detto, penso che il disastro del volo 815 sia stato totale, cioè : nessun superstite;
    da quel punto in poi si entra nell’esperienza, o come avrebbe detto Jimi Hendrix si esperienza, l’Isola;

    le prime 3 stagioni hanno in effetti ricapitolato ed illustrato le vite, i nodi “non risolti”, di quelli che chiamo candidati (per semplificare);

    abbiamo così modo di vedere e comprendere come ciascuno si trascini, fin sull’aereo, o sulle barche dove troveranno la morte (Penny e Desmond), un vissuto in cui sono presenti dei problemi di varia natura ma comunque di tipo relazionale, diretto od indiretto:
    Kate con la madre, ed il patrigno che uccide, Jack con il padre e la moglie, Locke con il padre, la madre e la donna, Sawyer con i genitori e la loro tragica scomparsa, Sayd con le vittime della sua attività di torturatore, Charlie e mister Eko con i rispettivi fratelli, Ana Lucia con la madre, Penny con il padre, Sun e Jin con i genitori Hugo e Ben con i rispettivi padr, Juliet con il marito e la sorella, e così via …;

    tutte queste esistenze terrene hanno generato ugualmente in chi le ha vissute delle distorsioni del proprio io innocente ed incontaminato… ;

    in tal senso l’Isola offre, diciamo così, (poi vedremo a anche a chi e a chi non) l’opportunità di “redimersi” da queste distorsioni volontarie, o non, e dunque concede la possibilità di proseguire il proprio ritorno verso la Luce ovvero verso le tenebre…;

    in questo senso morire sull’Isola, ma direi meglio morireall’Isola, rappresenta il compimento di questa ulteriore presenza/possibilità che essa offre; a quel punto (la morte all’Isola) si è pronti per tornare verso la Luce o andare in altra direzione, … verso le tenebre (nel caso il/i conflitto/i interiore/i non sia/no risolto/i);

    sull’Isola si giunge dunque in momenti molto diversi, non importa quando, ma importa arrivarci, e comunque in seguito ad una morte terrena… quindi tutti coloro che la esperienzano sono anime, spiriti o entità che tentano un percorso; il frutto di questo percorso può essre rappresentato da una elaborazione collettiva (licenza poetica degli autori, ritengo) che raccoglie la sanificazione di tutti i nodi che in vita terrena non erano stati risolti, ed il messaggio dell’opera è chiaro : non lo si fa da soli! …;

    non a caso le morti all’Isola che sono mostrate (non sappiamo delle circostanze della morte di Penny, di Claire, Hugo, etc. …) di coloro che si ritrovano nella “chiesa?” multiculto sono tutte emblematiche :
    Charlie dà la sua vita (presenza sull’Isola) per gli altri, Juliet ugualmente sacrifica la propria presenza sull’Isola per il bene dei suoi compagni (quando fa esplodere l’ordigno), Locke trova la morte, attraverso uno dei passaggi dell’Isola (di cui dovremo parlare a parte), proprio nel tentativo di riunire tutti i compagni di viaggio per il loro bene, Jin sacrifica la propria vita per Sun, Jack infine (e per abbreviare) sacrifica la propria presenza sull’Isola realizzando la assoluta fiducia nella fede e nella convinzione di aver “salvato” l’Isola e le “esistenze” di chi resta…;

    ovviamente per alcuni il percorso ancora non si è compiuto e non possono “lasciare andare” ciò che ancora li lega alla vita terrena come Ben ad esempio, mentre per altri l’abisso delle tenebre, o comunque della non Luce, come a Keamy si è già aperto… “arrivano, combattono, distruggono, corrompono…” e .. restano quelli di prima…

    quindi la Los Angeles della alter life è, secondo la mia visione (che potrebbe naturalmente essere errata) il frutto della elaborazione colletiva dove si ricompongono per il giusto verso tutte le cose che sono andate male, compreso il Volo 815 che non cade affatto ma atterra dolcemente, e con il suo prezioso carico a L.A. !!! Come dice Desmond a Kate davanti la “chies” … “io non posso dirti perchè sei qui” … (“non nella chiesa ma qui in questa Los Angeles”) …

    Mi fermo qui per non annoiarti troppo, e poi ci sono ancora molte cose da dire…
    …. With still a million things to say …
    Il messaggio finale è comunque la nostra più lucida ed appagante consolazione, è per noi una speranza …. che non ci abbandonerà mai.
    Grazie per la gentile attenzione.

    • Scusa se ho tardato a risponderti (sono stata impegnata) ma non mi sono dimenticata di Lost.
      Comincio dalla parte più semplice: le parole della canzone che ho citato sono di una vecchissima canzone “ottimistica” molto amata dagli ingesi
      “We Will meet again”
      http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1447

      Tornando a Lost invece diciamo che “Live together, die alone”, è sempre stata una delle frasi ricorrenti di questa serie.
      Io credo che loro abbiano vissuto davvero insieme, altrimenti non avrebbero potuto diventre così importanti gli uni per gli altri.

      Sono morti tutti dopo essere tornati con il volo 316 e quando sono morti hanno cominciato a creare la realtà alternativa, infatti i loro “ricordi” si rispecchiavano in quei primi 108 giorni vissuti sull’isola dopo il crash…

      Nella vita alternativa, probabilmente loro si trovano a vivere nell’intervallo di tempo che, (per i buddisti) sta tra la morte e la reincarnazione.

      Come ho già scritto (scusa se mi ripeto) tutto il meccanismo narrativo della parte finale di Lost è concepito in uno “spazio” filmico dove agiscono i vivi come i morti e le presenze reali e irreali hanno la stessa consistenza e non sono distinguibili le une dalle altre, facendoci confondere il sogno con la realtà.

      Un pò come nei film il “senso senso” dove lo spettatore vede il bambino che è vivo e lo psicologo che invece è morto interagire tranquillamente come se fossero entrambi vivi.

      Per esempio che Desmond sia morto ma non Penny, così’ come penso che siano morti i Coreani ma che abbiano davvero lasciato una figlia a Los Angeles.

      Insomma decisamente il finale può essere interpretato in modi diversi, almeno su queste cose perchè io non escludo affatto che tu abbia ragione anche la tua è una bellissima lettura e potrebbe esserre corretta.
      Spero che gli autori prima o poi ci tolgano qualche dubbio ma anche se non lo facessero io sono contentissima ugualmente.

      Poi per quanto riguarda il messaggio di Lost quello a me sembra proprio di natura spirituale e un messaggio di speranza, qualcuno lo trova troppo spirituale e per questo non lo gradisce.
      Accontentare tutti è impresa difficile per tutti anche per gli autori di “Lost” che hanno saputo catturare un pubblico vastissimo, personalmente mi ritengo soddisfatta.

  19. Prima di tutto grazie per l’indicazione di “We’ll meet again” che ovviamente, quando ho riascoltato, ho scoperto di conoscere per aver sentito il motivo, ma senza aver fatto caso alle parole … , vhe sono invece molto belle ed appropriate. Ho trovato una versione su YouTube con delle immagini di quel tempo (di guerra) veramente significative…
    Anche se non richiesta ti dico comunque che la mia citazione era invece di Brazil, un brano che ho sempre amato moltissimo.

    Poi grazie ancora per alimentare questo nostro scambio che ci permette in tal modo di continuare a pensare incessantemente a Lost.

    D’accordissimo con te : io in definitiva e soprattutto alla luce del finale, di quel Finale, mi ritengo non soddisfatto ma più che soddisfatto! Accontentare tutti sarebbe stato impossibile e non da Lost!
    Mi va benissimo così, sono anch’io del parere che si tratta al fondo di un messaggio spirituale di grande speranza e consolazione (alle umane ed ordinarie pene delle nostre esistenze terrene).

    Mi dicono che gli autori hanno giurato che non rilasceranno alcuna intervista su Lost!! Mi auguro che non sia così, e spero che presto qualcuno si cimenti ascrivere qualcosa di più ragionato su questa opera. Del resto ho letto già, nel corso delle precedenti stagioni, delle interessanti pubblicazioni anche sulla filosofia di Lost. E poi non mancheremo, sicuramente io, di acquistare i cofanetti delle ultime due stagioni, io sono talmente in fissa che ho anche i cd con le colonne sonore di tutte le precedenti stagioni! … che ti assicuro sono un vero balsamo dell’anima in certi frangenti quando posso ascoltare tranquillo il mio ipod.

    Venendo alle suggestioni che hai suggerito volevo prima chiederti se per volo 316 intendevi il volo Ajira, perché su quel volo c’erano solo una parte di coloro che si ritrovano nella “chiesa” ed una parte di quelli che ne restano fuori : sull’Isola o nell’alter life, dunque questo cambia la prospettiva che ne deduci.
    Infatti io continuo ad essere del pare che l’Isola rappresenti un limbo, purgatorio (non mi piace) … uno Stato Intermedio, forse è meglio, e da ora in poi lo indicherò con S.I. in cui solo dopo morti veniamo (si è) chiamati, in seguito a precedenti particolari e determinate circostanze, a sviluppare una sorta di percorso di … chiamiamolo per ora così, di redenzione dai propri errori… che non è detto evolva, e soprattutto non si sa in quanto tempo necessario, in positivo o in negativo… Può dunque capitare che nello sviluppo di questo percorso si riesca ad elaborare una rappresentazione (anche collettiva) delle situazioni sanate, e fruire attraverso queste rappresentazioni nella direzione definitiva che ci si è guadagnata.
    Quanto all’arrivo sull’Isola ritengo che consista comunque in un approdo da subito dopo morte, ed in tal senso tutti i personaggi che vediamo all’opera nelle svariate epoche dell’Isola sono tutti ormai trapassati, (dalla Dharma, ai marines, da Widmore a Miles, da Keamy agli egiziani, dai latini agli spagnoli, etc …. anche se in attesa (attivo stand by) di stabilire quale direzione intraprendere… ossia se maturare una comprensione, riabilitazione e redenzione degli errori, delle relazioni e dei rapporti d’amore sbagliati che può culminare clamorosamente in una morte all’Isola per salvare i propri compagni… o viceversa perseverare nell’egoismo nella chiusura nel non amore che li ha generati, che può culminare in un nuovo omicidio o azione efferata e manifestamente negativa (tradimento). E’ per questo che la presenza nella “chiesa” di Penny, Desmond e Juliet, che considero assolutamente della stessa consistenza spirituale degli altri (dunque senza la distinzione del Sesto Senso che hai citato) conferma per me l’avventa loro morte sia pure in tempi e circostanze diversi da quella degli oceanic’s … ed evidenzia che le loro vite si erano comunque intrecciate sulla terra ed il destino avrebbe voluto che il loro particolare insieme si compisse per consentire di andare verso la Luce…. Desmond durante il concerto risponde, tenendola per mano, alla madre di Daniel, (Eleanor) … che gli chiede se andrà via anche suo figlio : “non con me!”…..

    Mi rendo conto di aver messo troppa carne al fuoco, e rischio di tediare … dunque mi fermo qui, impossibilitato come sono a smettere di pensare a Lost.
    Sempre grazie per l’attenzione e per il dialogo.
    Una buona giornata.

  20. Angelina, grazie per il link! Ho ascoltato la canzone e visto il filmato, le immagini d’epoca sono molto commoventi. Davvero un bel video. Non ero ancora nata, ma credo di aver sentito quella canzone da piccola.
    Comunque Mirko ti puoi consolare, anch’io sto soffrendo e non riesco a distaccarmi da Lost, come tutti i grandi amori ti resta nel cuore per sempre, anche dopo la fine.
    E’ interessante la tua idea che l’isola sia una specie di purgatorio, ma i Losties non sono morti con il crash dell’815, è stato smentito dagli autori. Anche solo per questo non può essere un purgatorio in senso religioso, ma è sicuramente un luogo di redenzione per tutti loro.
    Anche Richard è stato condotto lì prima dell’esecuzione capitale: chissà se il sacerdote sapeva dove sarebbe finita la Black Rock…ad ogni modo, si è potuto redimere anche lui.
    Tutti i personaggi sono progrediti spiritualmente, hanno capito cosa non andava nella loro vita, imparando ad apprezzare ciò che possedevano. Ma soprattutto si sono legati gli uni agli altri in maniera indissolubile, quasi eterna. Un legame che va, nel bene e nel male, oltre la morte fisica.
    Mi piace pensare che i Losties si ritroveranno in una nuova vita e in altre ancora…e in tutte le esistenze che percorreranno, finiranno per incontrarsi, diventare amici, perfino bisticciare a volte, amarsi come hanno fatto sull’isola.
    E’ stato triste vederli andar via, ma ci hanno lasciato con un pensiero molto confortante ed un bellissimo messaggio. Non avrei potuto chiedere di meglio.

  21. D’accordissimo con te Namaskey : non può essere considerato, e secondo me è proprio sbagliato considerarla, un purgatorio. Io l’ho pensata come un non luogo in un non tempo, con un suo tempo intrinseco differente dal nostro, dove si può essere chiamati per intraprendere un percorso di … redenzione … ove possibile e soprattutto voluto.
    Debbo dire che mi era sfuggita questa dichiarazione degli autori che tu citi secondo la quale hanno smentito che i Losties sono morti con il crash del volo 815! Anzi se puoi darmi qualche indicazione di più oppure il link, te ne sarei veramente grato!!
    No, non riesco a distaccarmi da Lost, come dai grandi amori anche quando finiscono….hai ragione. Mi torna sempre comunque alla memoria, e pare che ogni cosa mi parli di questa storia. Ad esempio sto leggendo, da un po’ di tempo, perché lo intendo con un testo di studio, il Libro Tibetano del Vivere e del Morire di Sogyal Rinpoche, e proprio la pagina di ieri era tutta una precisa dissertazione sul … lasciare andare per … raggiungere una morte serena. Se ricordi è proprio Locke che dice all’ancora inconsapevole Jack che deve “lasciar andare” …. No?
    A parte queste curiose ma persistenti coincidenze, ripensare alla storia dei nostri cari ormai andati amici mi fa star bene e mi induce a riflettere. Indubbiamente credo che nel corso delle varie stagioni qualche diversivo degli autori sia stato concesso all’audience, specialmente considerando la dichiarata attitudine degli stessi a riferirsi (nutrirsi ed alimentare) ai rumors dei vari blog della rete, disseminando qua e la indicazioni e depistaggi non casuali, vedi ad esempio il sito dell’equazione di Valenzetti che molto aveva fatto parlare a suo tempo, oppure la citazione del volo Ajira in un video di un gruppo rock, rivelandosi poi tutto frutto di fervida e feconda immaginazione…
    Continuo ad avere questa visione di un crash totale dell’815 e mi viene anche da incasellare tutte i possibili “arrivi” sull’Isola : Desmond in seguito ad un naufragio del suo tentativo in solitario di traversata dell’oceano, la Dharma Iniziative con la scomparsa di una comunità di hippy degli anni sessanta dispersa in missione salvezza della nuova umanità su una qualche isola sperduta dell’oceano, i marines degli anni ’50 alle prese con il recupero di un ordigno nucleare instabile in un qualsiasi atollo del pacifico, la Black Rock dopo un drammatico naufragio a seguito di una tempesta, Claudia con i suoi nascituri (Jacob & Mib) e la sua gente latina (?), supersiti di un disastroso naufragio non meglio identificato, i compari di Mister Eko con un piccolo aereo carico di droga che finisce per disperdersi fuori rotta … come forse anche gli egiziani che si smarrirono per mare e sull’Isola edificarono la statua di Tavaret, e poi l’imbarcazione dispersa di Penny, e il volo di Lapidus, la comunità di cinesi/new-age che vive nel tempio ? non so a ben pensare, in questo lasso di tempo terrestre che dura circa 5000 anni, mi sembra che ci sia sempre stato di mezzo un naufragio : per barca, per nave per sommergibile o per aereo ma sempre un naufragio ha portato la morte dei destinati all’Isola … forse !?
    Resta (!?!) da comprendere la vera natura ed il significato dell’Isola, nonché dei tentativi più o meno manifesti di impossessarsene, sottometterla, utilizzarla o annientarla… da cui la necessità della sua protezione con apposito preziosissimo (per il mondo intero) Custode ed inoltre da giustificare le modalità attraverso le quali l’Isola stessa consente il sia pur temporaneo trsefrimento in altro non luogo per la creazione di possibili più o meno accettabili alter lifes…
    In questo modo si può pensare a Lost come ad una profonda riflessione sulla morte, sul dopo ed i suoi significati.
    Ho risolto tuttavia anche io : da agosto ricomincerò daccapo con la prima puntata (che pure conosco a memoria) a rivedermi tutte le stagioni della serie con molta calma, senza nessuna fretta. In attesa di trovare un degno erede a questa serie, che fra le altre cose mi ha aperto al modo delle serie americane, avvicinandomi a questo genere che ritenevo, superficialmente troppo leggero e ameno, vuoto!!! Io sto cercando di farmi rapire da Fringe, oltre a Flash Forward, che al momento sembra finito. Ma, penso che …: come Lost nessuno mai.

    • Appena posso ti trovo il link, Mirko, augurandomi che sia utile a chiarire il dubbio. Purtroppo hai ragione, spesso le dichiarazioni degli autori/esecutivi hanno sviato gli spettatori…un po’ come le parole di MIB: mentiva sempre, mai oppure qualche volta? Io penso qualche volta.
      Nel caso dei Losties, se non vogliamo tener conto delle smentite ufficiali, viene spontaneo immaginare che siano tutti morti subito dopo lo schianto dell’Oceanic 815. A questo punto, il ragionamento varrebbe anche per i naufraghi della Black Rock e l’episodio Ab aeterno avrebbe un significato più preciso in ogni particolare, comprese le parole di Isabella e Ricardo.
      Dopo il ritorno con il volo Ajira e soprattutto l’ultimo salto nel tempo, i Losties affrontano tali e tante stranezze che immaginare un luogo- non luogo in un tempo-non tempo sembra perfettamente giustificabile, pensando a Jacob e MIB, al tempio, al faro, alla fonte di Luce…
      Però considera l’ALT: come dovremmo giudicarla? Se l’isola è già un afterlife, destinato alla redenzione, quella che vediamo nei flash sideways cos’è? Sarebbe più difficile interpretarla, anche pensando alle parole di Christian.
      Comunque tutti i nostri discorsi non hanno senso se non stabiliamo prima la natura della vita sull’isola; se tutto quello che hanno affrontato i Losties è concreto, materiale, fisico, il luogo-non luogo fuori dal tempo sarebbe l’ALT.
      Questa se non sbaglio è l’interpretazione più diffusa…per l’ufficialità, chiedo conferma ad Angelina!

  22. Riprendo subito il discorso Namaskey perché quello che dici mi stimola a spiegarmi ancora meglio.
    Intanto grazie per le tue osservazioni che apprezzo moltissimo, mi onora la tua attenzione oltre ovviamente quella di Angelina.
    Poi … ecco come, probabilmente errando, la vedo, o meglio cerco di vederla, io:
    – l’Isola è uno stato intermedio (s.i.) dove dopo morti, non tutti, ma alcuni, sono chiamati a sperimentare una sorta di percorso, strettamente legato al vissuto precedente e con il chiaro intento di giungere ad una liberazione, ad una riconciliazione con …
    – di qui la cruciale importanza della sussistenza di questo s.i. e dunque la necessità di un Guardiano a sua protezione;
    – i chiamati sono presenti nello s.i. con una corporeità virtuale che è diretta emanazione della loro forma (psico)fisica precedente e conserva intatta la memoria di tutto il suo passato;
    – non è dato sapere nè quanto durerà il percorso da effettuare ne se porterà a buon fine (verso la Luce) o no (verso le tenebre);
    – nello sviluppo di questo percorso si è chiamati a confrontarsi, a volte duramente, con le proprie distorsioni, con i propri atteggiamenti, le proprie disposizioni, e con i frutti che hanno generato in vita;
    – è evidente che se non tutti sono chiamati sull’Isola, gli altri, e cioè coloro per i quali la chiamata non c’è, sono morti e già direttamente destinati e/o avviati verso la Luce altrimenti verso le tenebre;
    – in questa ottica è altrettanto plausibile che il tempo per maturare il dovuto percorso (con esito non scontato a priori) possa essere brevissimo o lunghissimo, non è prevedibile, resta sempre il libero arbitrio che guida le entità nello s.i.;
    – lo s.i. è in questo caso un’Isola, circondata dal mare e non esattamente posizionabile su una carta geografica;
    – da questa Isola è possibile allontanarsi raggiungendo la “terra ferma” del mondo dell’Isola, dove è possibile reinserirsi nella vita che ha proseguito il suo corso senza che sia giunto il distacco dovuto alla maturazione del percorso che si era stati chiamati a seguire;
    – naturalmente questo “re-inserimento” nella stessa realtà che ha proseguito immutata il suo percorso, che le vite dei protagonisti (chiamati) avrebbero continuato a vivere senza, chiamiamola così la dovuta “redenzione”,genera disagio e malcontento, la voglia cioè di ritornare indietro sull’Isola dove si è compreso che attende il compimento del proprio destino;
    – può accadere per contro, e questa è la magnifica sublime suggestione proposta dagli autori/esecutivi, che alcuni dei chiamati, “insieme”, riescano, dopo molte prove, ad elaborare il dovuto distacco proiettandosi in un modello ricostruito per il verso giusto della realtà frutto di una creazione collettiva, comune l’ALT, dove è concesso di maturare la consapevolezza del definitivo distacco per l’avvio verso la Luce;
    – in tal senso l’ALT compare proprio nell’ultima stagione dove ormai i giochi stanno per, e devono, compiersi;
    … e avrei ancora molte cose da spiegare ma il tempo, …questo tempo, corre ed è tiranno e … devo fermarmi qui, per ora, sperando in un vostro gentile, attento e critico riscontro.
    Indipendentemente dalla correttezza o meno di questa impostazione, nulla muta, ed io mi ritengo più che soddisfatto da tutta la storia e da tutti i suoi risvolti che gli autori hanno saputo così sapientemente e mirabilmente delineare.
    Voglio ringraziarti di cuore per avermi concesso la possibilità di formarmi una compiuta concezione e di esprimere sensatamente il mio pensiero complessivo a riguardo.

  23. E’ un privilegio potermi confrontare con una persona come te, Mirko, che oltre a scrivere con rara eleganza, sai essere modesto e gentile!
    Dunque, ho cercato dappertutto un link a dichiarazioni ufficiali degli autori, riuscendo a trovare questa bella spiegazione in wikipedia.
    Da lì si aprono diversi link dove si può leggere direttamente il pensiero di Lindelof e Cuse, naturalmente in inglese. Credo però che la comprensione del testo non sia difficile per chi ha conoscenze scolastiche, nel caso posso provvedere con una traduzione alla buona.
    “The purgatory theory was debunked by J.J. Abrams in a Zap2it interview published in March 14, 2005, “though he claimed to like the idea.”
    The theory was again expressly debunked by executive producer Damon Lindelof in a New York Times interview published on May 25, 2006. Noting the fact that the finale of Season 2 shows the outside world in the present (as opposed to a flashback) for the first time, Lindelof added: “People who believe that they’re in purgatory or that they’re subjects of an experiment are going to start reassessing those theories based on the fact that we are literally showing you the outside world.”
    This theory was rejected again by Damon Lindelof on the October 6, 2006 podcast.
    Following the airing of “D.O.C.” and Naomi’s revelation that the wreckage of Oceanic Flight 815 was allegedly found and there were no survivors, the “purgatory” theory was again debunked twice; first by Damon Lindelof in an interview with E! Online [1], stating that “If we did such a thing after repeatedly stating otherwise, we’d be tarred and feathered!”; and second, by Damon Lindelof and Carlton Cuse in the April 30, 2007 podcast, insisting out that “we were not lying, it’s not purgatory” and listing several possible other explanations for Naomi’s revelation.
    Damon Lindelof and Carlton Cuse again debunked this theory in a Lost recap special when they added that the Losties are not dead and “do exist somewhere in the space time continuum.” ”
    Non so se i collegamenti sono rimasti, ma
    eventualmente li troverai a questo indirizzo di lostpedia (inglese):
    http://lostpedia.wikia.com/wiki/Purgatory_%28debunked_theory%29
    Spero di esserti stata utile.

  24. Ripeto e sottolineo che sono onorato di potermi confrontare con te, e mi sento veramente lusingato della tua considerazione e dei tuoi apprezzamenti Namaskey, non immagini quanto.
    Dunque grazie infinite per le tue ricerche e per il tempo che riesci a dedicare a questo scambio di opinioni che, se non altro, ci concede il piacere di continuare a tenere vivo in noi … LOST !
    Ho letto a riguardo sul web tanto di quel pattume e di quell’idiozia che ti fa passare la voglia…
    Ora però devo dire che hai gettato nel mio stagno di tranquilla sensazione di compiutezza un enorme macigno di dubbio … facendo agitare le acque e ondeggiare pericolosamente la barchetta delle mie idee: non immaginavo la portata di queste dichiarazioni.
    Non sono un granchè con il mio inglese che va poco più in là di quello scolastico, solo perché da sempre ho amato e amo le canzoni di alcuni selezionatissimi gruppi e/o artisti del panorama inglese e americano, e poi da circa un anno sono in contatto per motivi di lavoro con tecnici americani che mi “costringono” a rispolverare le mie penose reminiscenze scolastiche… ma mi metto all’opera per tradurre al meglio il prezioso link e riflettere come merita su ciò che mi hai segnalato.
    Tuttavia colgo in prima battuta che, se non sbaglio, non sembrano dichiarazioni recentissime, intendo di fine 2009, e considerando la caratteristica dichiaratamente evolutiva della sceneggiatura nel corso delle stagioni, svarioni compresi…, ci potrebbe anche stare un ripensamento …finale per il Finale… Ma mi intriga molto la suggestione che leggo alla fine, e cioè che i Losties “esistono da qualche parte in uno spaziotempo continuo…” Questo apre scenari importanti … A presto.

  25. Visto che siete impegnati a farvi fellatio vicendevoli, rompo questo momento magico (siete anche voi nella chiesa con i losties?) per dire la mia: è stata una truffa ben riuscita! Ci sono cascato anch’io ma in fondo era divertente, ora però non esageriamo…la storia ci dirà se LOST cosa è veramente stato questo cazzo di telefilm :)

  26. Salve a tutti,
    innanzitutto mi complimento con i commentatori per l’elevatezza della discussione.
    Voglio solo fare alcune considerazioni. A tutti quelli (me compreso ovviamente) che si sentono tristi per il fatto che Lost sia finito, dico solo che, in un certo senso, in realtà è come se…cominciasse ora; nel senso che, come avete potuto notare, già in questa pagina sono emerse svariate interpretazioni della serie, peraltro tutte plausibili, per cui c’è da immaginare che negli anni avvenire scorreranno fiumi di inchiostro su questa serie (qualcosa a dire il vero è già uscito). E già che ci sono, dico la mia.

    Nei commenti fin qui letti mi pare che sia stata leggermente sottovalutata l’importanza del ruolo di Jacob e del suo fratello malvagio nell’intera storia. Questi due personaggi sono nient’altro che una moderna e personalissima re-interpretazione della più antica delle sfide, quella tra il bene ed il male, sottolineata anche dalla costante contrapposizione bianco-nero negli abiti dei due, o del contrasto luce-fumo nero. Il malvagio è animato dalla voglia di lasciare l’isola, mentre Jacob è intenzionato a fare di tutto per impedirglielo. Ed i vari gruppi di persone che nel corso dei secoli sbarcano sull’isola non sono altro che pedine nelle mani di questi due; Jacob fa approdare le persone sull’isola selezionandole con un criterio preciso (da lui stesso spiegato): devono essere disperati e soli, alla ricerca di un senso alla loro esistenza. Jacob glielo fa trovare: è colui che fa affrontare prove difficili e dolorose, ma chi lo segue e decide di affrontarle alla fine trova la felicità.
    Dall’altra parte, il fratello di Jacob è il tentatore, colui che sa cosa vogliono le persone e glielo offre, ma il suo fine è sempre solo egoistico: egli vuole lasciare l’isola, punto e basta. Quindi un accordo con questo personaggio si configura esattamente come il classico “patto col diavolo”, che ti da’ subito ciò che vuoi (nel caso di Richard era la moglie), ma che risulterebbe una catastrofe per tutti se si realizzasse in pieno (cioè se egli riuscisse veramente a lasciare l’isola).
    I Losties, dunque, sono costantemente chiamati a scegliere “da che parte stare”, sebbene solo all’ultimissimo momento si rendano conto appieno di chi sia “il buono” e chi “il cattivo”.
    Quanto alla trama in se’, credo anch’io che i primi tre anni siano tutta “roba vera”, nel senso che nell’idea degli sceneggiatori l’isola esista veramente, che sia per qualche strana proprietà magnetica quasi impossibile da trovare, che ci sia stato il progetto Dharma etc. Poi teoricamente l’isola non dovrebbe essere affondata, visto che Jack alla fine riesce a riposizionare la pietra nel punto giusto. L’unica cosa che non mi torna è un frammento della prima puntata della sesta stagione, dove si vede l’isola sott’acqua.
    Le vite a Los Angeles sono invece una sorta di “vita ideale”, quella che tutti avrebbero voluto, e che i personaggi già morti credono di vivere, finchè Desmond non li aiuta a ricordare come e quando sono morti.

    Volevo infine replicare a chi sostiene che sia sbagliato mettere sullo stesso piano Lost con certi capolavori della letteratura come la Divina Commedia o i poemi omerici.
    In buona sostanza, si stratta di capire se si possa attribuire a Lost un VALORE CULTURALE. Ora, il dizionario Devoto-Oli da’ la seguente definizione di cultura: “”Quanto occorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale ed all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società”. Ora credo non ci siano dubbi sul fatto che Lost affronti temi assolutamente “alti” e di fondamentale importanza per “la formazione dell’individuo”: il destino, la scelta tra il bene ed il male, il sacrificarsi per chi (e ciò che) si ama, l’accettazione serena di ciò che ci accade e ci è accaduto…in una parola: il senso stesso della vita. Certo può lasciare perplessi un paragone con i succitati capolavori del passato, ma bisogna riflettere su un fatto:
    ogni epoca ha le sue forme di espressione artistica, e la cinematografia è senz’altro una delle forme peculiari della nostra epoca. Il valore culturale di un’opera dunque non va giudicato a seconda del “supporto” o della “forma” attraverso cui si esprime, ma in base al contenuto; si può dunque paragonare un film ad un libro, o ad un quadro, o ad una poesia, se questi trattano più o meno lo stesso argomento.

  27. Sei gentile a complimentarti, Leonardo, ma anche le tue osservazioni sono interessanti! In questo blog c’è un confronto molto civile e credo che ognuno abbia i suoi validi argomenti, senza per questo aggredire chi la pensa diversamente.

    Anch’io come Angelina vedo un accostamento fra la Divina Commedia o i poemi omerici e Lost, naturalmente in chiave moderna, con uno stile molto diverso, basato sulle immagini e le azioni più che sulle parole.
    Poi è chiaro che non possiamo valutarli alla stessa stregua, sono opere troppo differenti; parlando d’arte figurativa, un quadro del cinquecento non può essere paragonato a una tela contemporanea e così succede nella narrativa.
    A maggior ragione poi se si tratta di un prodotto televisivo.
    Però nessuno può in buona fede negare il valore di Lost per quanto riguarda i contenuti, chi non lo riconosce secondo me si sofferma troppo sulle risposte non date e non riesce ad andare oltre.

    La storia di Jacob e MIB, ad esempio, è centrale nella trama di Lost, eppure molti la considerano un riempitivo, un’aggiunta tardiva creata ad hoc per colmare lo spazio, perché non ci è stata presentata fin dall’inizio.
    Gli indizi naturalmente c’erano e ti dirò che a me non è dispiaciuto scoprire chi era Jacob solo nell’ultima stagione.

    A proposito di MIB, l’egoismo come tu fai notare è proprio quello che lo contraddistingue.
    I personaggi di Lost fino a un certo punto non sono né buoni né cattivi, però nella sesta stagione comincia a scaturire un primo giudizio su di loro.
    Anche MIB, come tutti gli altri, non ci viene presentato subito come il classico Cattivo, piuttosto come un Antagonista, un Rinnegatore.
    Col passare del tempo ci rendiamo conto che è egoista, manipolatore, mentitore, nemico degli uomini.
    Va combattuto per questo; in Lost se vogliamo nessuno è uno stinco di santo, però il bene comune per i Losties ha un valore, per MIB no e questa caratteristica assume un’importanza determinante nell’intera vicenda, contando addirittura più degli eventuali omicidi commessi.
    Da ragazzino MIB sceglie di abbandonare Mother e il fratello per fare ciò che desidera, cioè lasciare l’isola; da adulto vuole solo riavere un corpo e andarsene via, fin qui nulla di male, se non ci fosse un “ma” grande quanto una casa! La sua scelta è contro gli altri, MA lui non è disposto a sacrificarsi per niente e nessuno. Non gl’importa se tutti sull’isola dovranno morire, se l’intera umanità sarà distrutta.
    In MIB vedo l’esatto contrario dei Losties: non sa creare rapporti di profonda amicizia e di affetto, agisce solo per il suo interesse, o per quello che crede tale.
    Non stima gli uomini del villaggio, lo rivela a Jacob durante una delle loro partitine a backgammon. Ritengo che uccida Mother non tanto per vendicare i suoi compagni assassinati, quanto per la rabbia di essere stato ostacolato nel suo progetto di fuga.
    Jack Shephard invece sceglie di difendere il mondo a costo della vita.
    Il suo gesto è altruistico, da vero eroe, mentre sa di morire pensa a salvare gli altri e non chiede a Kate di restare: la manda via pur sapendo che non la rivedrà mai più.
    Che poi, chissà se riescono a salvarsi su quel catorcio dell’Ajira…è molto dubbia la cosa, ma è una bella scena vederli volare via e Jack muore quasi contento.
    Non posso fare a meno di ricordare con tristezza le parole che nella quarta stagione Charlie, o meglio il suo fantasma, dice a Hugo ricoverato al Santa Rosa: “Non è lui (Jack) quello destinato a crescerlo (Aaron)”.

    Comunque resta l’ambiguità della valutazione fino all’ultimo: Jack e gli altri sono morti per niente o per qualcosa? Tutto dipende da ciò in cui lo spettatore crede. Questo è Lost.

  28. Scusandomi anticipatamente per la lunga assenza, … e dire che avevo concluso il commento con un : a presto! vengo subito al dunque.
    Intanto ringrazio gli ultimi commenti e la sempre attenta e competente Namaskey, poi, dato che non ho fatto altro che ripensare a Lost e leggere un po’ di tutto quello che si è detto in giro, volevo dire quello che in conclusione penso sia il vero valore che ha voluto diffondere Lost con la sua storia attraverso le vicende sviluppate per i prsonaggi, con gli starordinari interpreti, dai suoi sceneggiatori.
    Penso ormai che, coerenza a parte di tutte le piste che si sono dipanate nel corso di questi bellissimi e lunghi sei anni, il pregio ed il valore di fondo di questa storia meravigliosa sta nell’importanza della relazione. Credo che in fondo la cosa più piacevole che ha soddisfatto anche gli autori è che di Lost si continui a parlare sempre. Non erano importanti le risposte, ma le domande che sono riusciti a suscitare in noi. Poi forse alcune cose non combaceranno, ed alcuni tessere del mosaico mancheranno proprio, ed ognuno, penso, avrà una valida interpretazione del senso complessivo dell’opera. Ma sento che la vera cosa che hanno voluto farci capire è l’importanza della relazione o delle relazioni con gli altri; quelli che sono, avolte per caso, ma il più delle volte no, chiamati a relazionarsi con noi, e dunque come noi siamo in grado a nostra volta di metterci in relazione con chi incontriamo, ci è vicino, per un giorno o per sempre. Ci fa capire l’importanza dell’altruismo e del sapersi dare agli altri, senza continuare ad alimentare il nostro innato egoismo. Quante bellissime relazioni abbiamo visto sbocciare o quante sbagliate finire male finire nel corso di questi sei anni. Parlo ovviamente di tutti i tipi di relazione: padre/figlio, madre/figlio, fratello/sorella, marito/moglie, uomo/donna etc.
    ecco credo che sia questo il più bel messaggio di Lost in fondo rivalutare l’importanza della relazione con chi ci è accanto, e capire quanto di tutto ciò che facciamo influenza l’altro ed il mondo in cui viviamo.
    Grazie per l’attenzione.
    In attesa dei 12/20 minuti aggiuntivi che saranno inseriti nel cofanetto della sesta stagione…
    Auguro a tutti di cuore buone vacanze!
    e… un consiglio per non dimenticare, ricominciare a vedere Lost!

    • Anche per me il significato principale di Lost è la relazione con gli altri.
      La trama può essere vista e interpretata in molti modi, ma non cambia comunque il messaggio portante di tutta l’opera, che tu hai sintetizzato in maniera splendida. Grazie a te, Mirko.
      Saluto la carissima Angelina, Francesca, Haylda, Eucondrio, Leonardo, Logos, Mario e tutti i commentatori (di cui adesso mi sfugge il nome) che hanno voluto lasciare in questo blog i loro pensieri.
      Auguro anch’io buone vacanze a tutti voi amici di Lost e spero che questa bella esperienza non termini qui…perciò, a risentirci presto!

  29. Io ringrazio ancora e propongo un incontro reale di tutti i veri amanti di Lost per continuare questa bella esperienza.
    A voi scegliere come dove e quando…
    avremo modo di pensarci durante il mese di agosto…
    … una (re) union degli Oceanic’s …X… !
    Buone vacanze.

    • Ciao Mirko ti rileggo con grandissimo piacere.
      Chiedo scusa se sono stata lontana ma purtroppo non ho più tempo di seguire le discussioni.
      Ho letto con grande piacere il tuo intervento e quelli di Namaskey.

      Sono d’accordo che Lost andrebbe rivisto tenendo conto che ora sappiamo che tutto è avvenuto per volere di Jacob che dal faro controllava tutti e ha fatto in modo di portarli sull’isola.

      Io presumo che la bomba non sia esplosa a causa del tentativo dei Losties che
      molto probabilmente hanno contribuito invece a creare le condizioni per cui, 30 anni dopo, l’energia venisse liberata da Desmond in occasione del fail-safe.

      Concordo con il fatto che ora che sappiamo che i candidati sono sempre stati pedine di Jacob e di Mib rivedere gli episodi ci permetterebbe di capire meglio tante cose.

      Buone vacanze a tutti e ringrazio Lost che mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con persone molto interessanti, è stato davvero un grande piacere.

  30. Buone vacanze a tutti <3


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